DOMANDE E RISPOSTE

Per chiarire tutti i tuoi dubbi sui pidocchi e su un’eventuale infestazione, ecco una selezione di risposte alle domande più frequenti.

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I trattamenti

Pidocchi in famiglia? Può capitare e non è un dramma, ma l’importante è scegliere il trattamento giusto e seguirlo correttamente.

Allarme a scuola!

Annalisa, educatrice di scuola d’infanzia, spiega cosa succede quando, in classe, compaiono i pidocchi: le cose da fare sono semplici, ma talvolta la reazione dei genitori tende ad essere irrazionale e rischia di “complicare” la vita ai bambini che ne sono colpiti e ai loro compagni. Ecco i suoi consigli.

Qual è la reale incidenza del problema pediculosi nelle comunità scolastiche?

“Quando si parla di pidocchi si è portati a pensare che nelle grandi città il problema sia del tutto marginale, e comunque riguardi esclusivamente bambini provenienti da famiglie disagiate, magari di immigrati. Niente di più sbagliato, invece. Il fenomeno è ancora molto diffuso, anzi negli ultimi anni ha avuto un discreto incremento, forse proprio perché sottovalutato. I dati ufficiali parlano di poche migliaia di casi all’anno, ma noi insegnanti sappiamo bene che queste cifre sono largamente sottostimate, soprattutto a causa del fatto che con la legge sulla privacy è caduto l’obbligo di segnalazione dei casi di pediculosi negli asili comunali”.

Cosa è necessario fare quando si scopre un caso di pediculosi a scuola?

“A livello nazionale bisogna annotare una certa confusione normativa, dovuta alle differenti leggi regionali in vigore, spesso rivoluzionate da un anno all’altro. Qualche tempo fa, ad esempio, il bambino poteva tornare in classe soltanto dopo un controllo da parte del medico scolastico, oggi è sufficiente la dichiarazione dei genitori di aver effettuato un trattamento specifico. Affidarsi allo scrupolo e alla coscienza individuale quando si parla di un’infestazione a rapida diffusione come questa, pur priva di rischi effettivi per la salute, mi pare esageratamente permissivo. Personalmente cerco di ovviare al problema con un monitoraggio dei bambini, controllando loro i capelli durante le quotidiane operazioni di pulizia. In caso scopra che un bambino ha i pidocchi, avverto subito i genitori: intervenire tempestivamente mi ha sempre aiutato a limitare la diffusione dell’infestazione al resto della classe”.

Che ruolo riveste la famiglia nell’affrontare la questione?

L’atteggiamento dei genitori è fondamentale, soprattutto per sdrammatizzare l’evento e per gestirlo ‘razionalmente’. L’anno scorso ho segnalato a una famiglia che la figlia aveva preso i pidocchi, e la reazione è stata di puro panico. Mi hanno scongiurato di non segnalare il caso e hanno rimandato a scuola la bambina soltanto dopo un mese, assicurandomi che avevano rivoluzionato e disinfettato tutta la casa... insomma hanno vissuto malissimo un episodio del tutto normale nella vita scolastica di un bambino, da affrontare senza colpevolizzazioni di nessun genere. Su questo, bisogna dirlo, influisce il livello culturale della famiglia. Per fortuna nella maggior parte dei casi riscontriamo un comportamento molto più ‘rilassato’. I genitori si scambiano spesso informazioni e segnalazioni: appena trovano le famigerate lendini, senza alcun disagio o imbarazzo avvertono subito noi, o direttamente le mamme dei compagni, di stare all’erta. È questo il modo migliore per tenere i pidocchi sotto controllo”.

Data ultima modifica:  giugno 2017

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