DOMANDE E RISPOSTE

Per chiarire tutti i tuoi dubbi sui pidocchi e su un’eventuale infestazione, ecco una selezione di risposte alle domande più frequenti.

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I trattamenti

Pidocchi in famiglia? Può capitare e non è un dramma, ma l’importante è scegliere il trattamento giusto e seguirlo correttamente.

Domande e Risposte

Cosa sono i pidocchi?

Sono piccoli insetti parassiti (2- 3 mm.) che si nutrono del sangue del loro “ospite”. Le specie che possono infestare gli esseri umani sono tre: i pidocchi del capo, del corpo e del pube. La prima specie è di gran lunga la più comune, e non è raro che nelle scuole o in altri ambienti comunitari, come colonie o campeggi estivi, si verifichino infestazioni tra i bambini.

I pidocchi possono “saltare” da una testa all’altra?

I pidocchi sono insetti privi di ali e incapaci di saltare. Riescono a spostarsi da una persona all’altra solo in caso di un contatto diretto fra le teste che duri almeno qualche secondo.

Essere infestati è sinonimo di carenza di igiene personale?

No. La presenza dei pidocchi non è assolutamente indicativa di scarsa pulizia: possono venirne colpite persone di qualunque estrazione sociale.

Quali sono i soggetti più esposti?

L’infestazione (pediculosi) è più frequente nei bambini dai 3 ai 12 anni. Le bambine sono più esposte a causa dell’abitudine di giocare in gruppetti, a stretto contatto fra loro e scambiandosi i giocattoli. La trasmissione, infatti, oltre che per contatto diretto può avvenire – anche se più raramente – anche tramite scambio di bambole, spazzole, pettini, sciarpe o cappelli.

Come si individua l’infestazione?

In caso si sospetti la presenza di pidocchi è necessario effettuare un controllo accurato del capo, in condizioni di buona illuminazione e di una lente d'ingrandimento. Soprattutto nelle zone dietro le orecchie e sulla nuca si possono trovare le lendini (uova): si tratta di involucri dalla forma di piccolissimi chicchi di riso biancastri (inferiori a 1mm), attaccati tenacemente alla base del capello. Più difficile riuscire a scorgere gli insetti adulti.

Cosa bisogna fare per eliminare il problema?

Una volta accertata l’infestazione è necessario applicare immediatamente uno specifico prodotto anti-pediculosi sui capelli asciutti e puliti e lasciarlo agire per il tempo indicato sulla confezione. Dopo aver risciacquato la testa è bene utilizzare un pettine a denti fitti per rimuovere le uova. L’intera procedura andrebbe ripetuta dopo una settimana, per avere la certezza di eliminare eventuali pidocchi nati dopo il primo trattamento.

Cosa si può fare per prevenire l’infestazione?

Non esiste un prodotto o un metodo efficace di prevenzione, se non quello di evitare, negli ambienti considerati a rischio, il contatto diretto fra testa e testa e lo scambio di effetti personali; per le bambine può risultare utile raccogliere i capelli. Attenzione, però, a non creare una controproducente “psicosi” da contagio.

È necessario disinfettare gli ambienti domestici in caso di infestazione?

No, perché i pidocchi sopravvivono solo 1-2 giorni lontani dalla testa “ospite”, e senza essere in grado di riprodursi.

Si possono prendere i pidocchi nuotando al mare o in piscina?

No. I pidocchi che eventualmente si siano staccati dalla testa di un nuotatore non sarebbero in grado di trasmettersi ad un altro soggetto. Viceversa, però, stare a lungo in acqua, immergendosi anche con la testa, non è da considerare un metodo efficace per sbarazzarsi dei pidocchi, in quanto gli insetti adulti possono sopravvivere fino a quattro ore se immersi completamente in acqua.

Il soggetto colpito deve rimanere isolato a lungo?

No. Se si sono seguite le corrette procedure, il bambino può tornare a scuola il giorno successivo al primo trattamento.

I pidocchi sono veicoli per la trasmissione di altre malattie?

No. La pediculosi del capo non ha nessuna conseguenza sulla salute, non essendo il pidocchio in grado di trasmettere agenti infettivi da un soggetto all’altro.

Gli animali domestici possono portare i pidocchi?

No. Il pidocchio del capo può vivere esclusivamente sugli esseri umani e, viceversa, le specie “ospitate” dagli animali non si possono trasmettere all’uomo.

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